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i fianchi esterni e le relative scarpe di supporto sporgenti, nella parte più alta, di circa un metro rispetto all'allineamento del muro perimetrale, creando in tal modo una sorta di sperone. Circa la distribuzione degli spazi interni al castello, le notizie sono scarse, in quanto tutte affidate a uno scarno disegno a piccola scala. E' tuttavia possibile ipotizzare una ragionevole ricostruzione tenendo conto delle soluzioni che l'architettura militare genovese dell'epoca riservava a questo tipo di edifici. Il castello disponeva di un cortile centrale su cui, a nord, si apriva l'ingresso principale. Il cortile era delimitato da un loggiato addossato alle mura, entro cui, nella parte di levante e di ponente, erano ricavati i locali per accogliere le strutture di difesa-offesa e quelle logistiche, compreso un locale cisterna per la raccolta e la conservazione dell'acqua dolce, indispensabile all'interno in una struttura militare che poteva subire assedio. Purtroppo nella zona indicata quale sede dell'antico fortilizio, corrispondente all'attuale posteggio tra la Chiesa di Santa Maria e la via Aurelia, non sono mai stati realizzati scavi e neppure sondaggi "elettrici" del tipo di quelli impiegati in geologia, che, forse, potrebbero fornire molte risposte dirette sulla localizzazione, dimensione e caratteristiche del manufatto. Perciò, allo stato attuale, tutte le conoscenze sono affidate a scritti e a cartografie di cui, peraltro si parla di seguito, che costituiscono la fonte di queste note. Va comunque immediatamente escluso con certezza un equivoco che in qualche modo è stato originato dalla stessa lapide citata inizialmente. "Qui sorgeva...", non significa che il Castello occupasse lo stesso sito su cui sorge la Chiesa, bensì va inteso come "Qui (davanti) sorgeva.." Circa la diversa localizzazione dei due edifici esistono prove non solo documentali, ma anche frutto di accertamenti diretti su terreno. Si tratta degli scavi, condotti a tutto campo all'interno della attuale Chiesa di Santa Maria in occasione del totale rinnovo della pavimentazione, fatti eseguire nel 1965 dall'allora arciprete Don Antonio Robello, sacerdote coerente con le proprie scelte di fede e uomo di vastissima cultura. Dagli scavi emerse l'assoluta inesistenza di fondamenta estranee a quelle della antica Chiesa. Tali fondamenta, peraltro, di consistenza e dimensione assai modesta erano tutte interamente comprese nel corpo centrale della Chiesa attuale. Invece, per quanto concerne più precisamente le notizie circa la forma e l'assetto della costruzione fortificata posta dalla Repubblica di Genova a tutela della comunità di Cogoleto, al momento come si è detto, sono tutte affidate alla documentazione cartacea. Tra questa, quella più interessante è di provenienza francese: si tratta curiosamente, ma forse non tanto, di documenti originati da intenti spionistici finalizzati a valutare le possibilità e i limiti per l'attuazione di uno sbarco armato dal mare. L'imponente flotta di Luigi XIV, dotata di 167 imbarcazioni tra vascelli, fregate, galeotte bombardiere, tartane, brulotti, flauti, galere e altri battelli minori, equipaggiata complessivamente di circa 14.000 uomini e con un armamento di oltre un migliaio di bocche da fuoco tra cannoni e bombarde, aveva sottoposto Genova tra il 17 e il 29 maggio 1684 ad un rovinoso bombardamento. Il Re Sole aveva voluto questa azione a scopo punitivo, perché indignato del comportamento dei Genovesi, alleati in qualche modo degli Spagnoli e per impedire il loro commercio lungo le coste d'Italia. Era stata una operazione navale preparata accuratamente negli anni precedenti con la raccolta di dettagliate informazioni fondate prevalentemente su rilievi cartografici, planimetrici e prospettici, condotti in grande segretezza. L'anno successivo (1685) per preparare una nuova azione militare in grado di corrispondere ad un desiderio del Re di conquista permanente o di condizionamento delle attività marinare rivierasche, furono avviati nuovi rilievi riguardanti tutte le città e i paesi compresi nel tratto di costa tra Sampierdarena e Finale. Il rilievo che riguarda Cogoleto viene eseguito nei primi giorni di maggio del 1685, e ne sono incaricati: de La Motte d'Ayran, capitano di galeotta bombardiera, per provvedere alla stesura di
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