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apita sovente di osservare persone intente a leggere la lapide posta sulla parete laterale della Chiesa di Santa Maria: "Qui sorgeva l'antico Castello di Cogoleto. Ottone secondo di Germania lo donava nel 1200 alla famiglia Colombo. Napoleone primo lo atterrò nel 1809 per dare luogo alla via Nizza-Roma". L'iscrizione, nell'intento degli Amministratori che qui l'hanno collocata nel 1888, in prossimità delle celebrazioni relative al quarto centenario della scoperta dell'America, vuole ricordare due motivi di vanto per Cogoleto: l'antica prosperità del paese sottolineata dalla presenza di una struttura fortificata e la secolare residenza della famiglia Colombo, oggetto delle attenzioni degli Ottoni, imperatori germanici del sacro romano impero, per avvalorare le rivendicazioni di Cogoleto quale patria del grande navigatore Cristoforo. Infine, il riferimento alla circostanza che ha determinato la sua demolizione. Il Castello era collocato sul lato mare rispetto alla Chiesa di Santa Maria. I due edifici erano divisi da uno spazio di circa un paio di metri, attraversato dal percorso viario litoraneo. L'ampiezza del percorso, inizialmente, era più che sufficiente per corrispondere alle richieste di transito in prevalenza pedonale o a dorso di animale e, in ogni modo, adeguata per agevolare i controlli su uomini e cose da parte del personale del presidio. Ma con il tempo, l'aumento del flusso e delle dimensioni dei veicoli, aveva reso il varco talmente modesto da rendere difficile anche il transito alle sole carrozze, una circostanza tale da determinare, appunto, la risoluzione di demolire il Castello. Diversamente da quello di Lerca, edificato con tipico impianto medioevale: torre merlata, mura di cinta e dimora del feudatario, che se ne serviva per proteggere o per opprimere la borgata, il Castello di Cogoleto, fu costruito, o comunque totalmente trasformato, con criteri nuovi nel corso del 1500, per contrastare adeguatamente il possibile impiego di strumenti di offesa, micidiali per quei tempi, come la bombarda, bocca da fuoco a tiro curvo che lanciava palle di pietra o di ferro. Un'arma che aveva definitivamente segnato il destino dei castelli turriti, quali strutture di difesa e, perciò, sollecitato una forma di architettura militare più adatta: il Forte. Collocato direttamente sulla spiaggia, il Forte di Cogoleto, che per comodità si continuerà a chiamare Castello, aveva planimetricamente forma rettangolare con spesse e massicce mura perimetrali, percorse da un cammino di ronda protetto verso l'esterno da un alto parapetto. Disponeva di due baluardi posti alle estremità del lato maggiore rivolto verso il mare, ciascuno costituito da una torre bassa di forma quadra con lato di poco più di tre metri e coperta da tetto a falde. Questi baluardi, per consentire al personale di guardia di condurre una attenta sorveglianza sulle ali delle mura, avevano
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